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Bresciaoggi, Domenica 26 novembre 2006, pag. 16 |
Comitato Provinciale Arcigay “ORLANDO” Brescia |
NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE/1. In tanti al corteo organizzato da Arcilesbica e Arcigay Brescia contro tutti gli abusi DORIANA: «Una presenza forte e solidale. Così ci si sente meno sole»
«Sono veramente felice di vedere così tante persone in piazza oggi: è una presenza forte. La risposta di tante donne e uomini per una manifestazione contro la violenza». A parlare è DORIANA Di Giovanni, la ragazza di 27 anni di Mazzano che da alcune settimane è vittima di minacce e violenze. L’ultima l’ha subita giovedì, ancora una volta l’automobile imbrattata con una svastica e la sigla «FN». «è la sigla di Forza Nuova, l’auto è lì da vedere». Con lei, in piazza Loggia, c’è anche Marcella: «è assurdo che capitino queste cose, noi non ostentiamo niente e vogliamo vivere la nostra vita tranquilla». In piazza Loggia sono diverse le centinaia di uomini, donne, ragazze e ragazzi che hanno voluto esserci per dire «No alla violenza sulle donne», una manifestazione che cade in concomitanza con la giornata mondiale Onu contro le violenze e che a Brescia assume un connotato particolare dopo gli episodi di Mazzano. Alla fine saranno oltre un migliaio a muoversi dalla piazza, per poi tornarvi dopo aver percorso via X Giornate, via Gramsci, via Vittorio Emanuele, via Mazzini e piazza Duomo. Una manifestazione sobria e tranquilla dove tra striscioni e bandiere di Arcigay e Arcilesbica, sono spuntate molte bandiere della pace, dei Ds, dei Verdi, di Rifondazione, di Legambiente, della Cgil e dei Cobas, del centro sociale Magazzino 47. E alcuni volti «noti» - tra i quali Arturo Squassina (Ds) Paolo Mori e Paolo Vitale (Verdi), Osvaldo Squassina (Rifondazione), Dino Greco della Camera del lavoro di Bresciai e Piera Maculotti, presidente della Commissione Pari opportunità del Comune, la quale precisa che la Commissione ha aderito alla manifestazione all’unanimità. «Purtroppo di violenze ne accadono più di quante se ne vengano a sapere - ricorda la segretaria nazionale di Arcilesbica Cristina Gramolini -: il messaggio che deve passare è che però questo non riguarda solo le lesbiche, perché violenze e abusi sono all’ordine del giorno all’interno delle famiglie. Noi siamo qui a denunciare un abuso e a chiedere rispetto, certo sarebbe stato meglio se ci fossero state anche le istituzioni». Una considerazione che nel corteo è di molti e dello stesso Franco Grillini, parlamentare dell’Ulivo e presidente onorario di Arcigay a livello nazionale: «Una bellissima manifestazione, anche se avrei preferito trovare qui anche il sindaco, che è dello mio stesso partito, il quale avrebbe potuto essere quanto meno solidale in modo esplicito». In ogni caso il messaggio che arriva dalla manifestazione è chiaro: «Non c’è intenzione di subire in silenzio le violenze squadristiche». Si chiede rispetto e un ragazzo che arriva da Lecco lo spiega a suo modo, portando un cartello con la scritta: «Frocio, pervertito, finocchio… chiamatemi Mario. E’ più semplice». In mezzo agli striscioni di «Amnesty International» e di «Voci di donne» di Rodengo Saiano, c’è anche un piccolo gruppo dell’Uaar, l’unione atei agnostici razionalisti, nel quale Ercole Mazzolari afferma che a generare violenza e intolleranza è senz’altro anche «l’integralismo e una cultura retriva ancora molto diffusa». Elisabetta Maffeis, del collettivo «40 tette» del centro sociale Magazzino 47 spiega invece che le «R/Esistenze quotidiane» cui si fa riferimento nel volantino che viene distribuito sono quelle della libertà di vivere la propria identità di genere, di muoversi liberamente, di avere un reddito dignitoso e di non relazioni segnate dalla violenza e dalla prevaricazione. Alla fine a parlare, dal palco, sommersa da un lunghissimo applauso, è ancora DORIANA Di Giovanni. Le tiene la mano Marcella: «Ci si sente meno sole a vedere così tante persone in piazza: grazie di cuore». Thomas Bendinelli |