FAQ

Qual è la differenza tra sieropositivo e malato di AIDS?
Il termine sieropositivo indica che nel sangue del soggetto è stato individuato il virus dell’HIV ma questo non coincide con il manifestarsi della malattia. In media passano circa 10 anni (PERIODO DI INCUBAZIONE) da quando una persona sieropositiva passa allo stadio di AIDS conclamato. Tuttavia il tempo dopo il quale l’HIV porta alla malattia vera e propria varia da persona a persona; esistono anche piccoli gruppi di persone che malgrado siano contagiati da HIV non manifesteranno mai la malattia.

Come si stabilisce che una persona è sieropositiva?
Esistono due test chiamati ELISA e WESTERNBLOT. Si eseguono entrambi su campioni di sangue. In seguito ad un test ELISA positivo si esegue un WESTERNBLOT, e se anch’esso risulta positivo, si pone diagnosi di sieropositività.

Esistono persone guarite dall’HIV?
No. E’ vero che grazie all’efficacia dei nuovi farmaci molte persone hanno una carica virale (quantità di virus nel sangue) così bassa da non essere rilevata dai metodi di laboratorio. Questo non significa che non hanno più il virus, esso rimane comunque nascosto nel corpo ed è sempre possibile una sua proliferazione.

Ho fatto gli esami di laboratorio ed erano tutti regolari. E’ possibile che io sia comunque sieropositivo?
Sì. Dal momento in cui si viene a contatto con il virus, al momento in cui esso è rilevabile dai test di laboratorio, passano dai 2 ai 6 mesi. Questo è chiamato PERIODO FINESTRA, in cui malgrado test sierologici negativi, in realtà abbiamo il virus e siamo pertanto sieropositivi. Anche in questo periodo è possibile trasmettere il virus ad un’altra persona.

E’ possibile la trasmissione dell’HIV mediante rapporti orali?
Sì, sebbene la probabilità di contagio siano molto più basse rispetto ad un rapporto anale. Il virus presente nello sperma potrebbe permeare le mucose orali e causare contagio. Non vi è alcun rischio per la persona che viene oralmente stimolata (salvo che il partner abbia un sanguinamento abbondante in bocca). Alcuni recenti studi sembrano escludere la possibilità di contagio di HIV tramite il rapporto orale, ma non sono ancora stati validati dalla comunità scientifica.

Un omosessuale è più a rischio rispetto ad un eterosessuale di contrarre l’HIV?
Sì. O meglio… Il virus, ovviamente non fa nessun tipo di discriminazione sessuale, tuttavia il rapporto anale rispetto al rapporto vaginale è più rischioso. Questo perché la mucosa anale, a causa della sua sottigliezza, nonché della mancata lubrificazione e del maggiore tono muscolare è più soggetta a microlesioni che facilitano la penetrazione del virus.

Si può eseguire il test HIV in forma anonima?
Sì. Nella maggior parte dei centri è possibile farlo in forma anonima. In ogni caso il test è strettamente confidenziale. Per legge inoltre, (art. 5 – Legge 135 dell’08/06/90) nessuno può essere sottoposto al test HIV senza il proprio consenso ed è vietato rivelare i risultati del test a persone diverse dall’interessato.

Quanto costa il test HIV?
Nulla. Attualmente nella Regione Lombardia, presso i presidi della sanità pubblica, il test è gratuito.

Una persona sieropositiva può essere discriminata?
No. La legge 135 – art.5 dell’ 08/06/90 tutela la persona sieropositiva da discriminazioni di carattere sociale, sanitario, lavorativo, ecc.

L’AIDS è l’unica malattia sessualmente trasmissibile?
No. L’epatite C è un’altra malattia, spesso ignorata, trasmissibile per via sessuale e con esiti altrettanto gravi dell’AIDS. Ed è solo una delle tante… Le malattie trasmissibili sessualmente hanno sintomatologia ed esiti svariati. Ecco un breve elenco:

  • Herpes Genitalis
  • Sifilide
  • Gonorrea
  • Linfogranuloma venereo
  • Ulcera molle
  • Candidosi
  • Condilomi
  • Chlamydia
  • Uretriti
  • Scabbia
  • Molluschi
L’unico modo per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili è l’impiego del profilattico per ogni rapporto occasionale.

Qual è il miglior lubrificante per il rapporto sessuale?
I migliori lubrificanti sono quelli a base d’acqua. Sono da evitare la vaselina o creme simili che possono rovinare il lattice del preservativo. E’ da evitare il Luan, che contenendo lidocaina può causare serie reazioni allergiche (ed essendo la lidocaina anestetica, diminuire il piacere del rapporto).

Il rapporto anale è doloroso?
No. Se praticato nel modo corretto, con un adeguata preparazione, non dovrebbe esserlo.

Come ci si prepara al rapporto anale?
Indispensabile la pazienza e un adeguata lubrificazione. La persona che si prepara a ricevere un rapporto anale deve essere completamente rilassata. E’ utile stimolare dapprima la dilatazione dell’ano con l’aiuto di un dito, anch’esso opportunamente lubrificato, oppure mediante un piccolo dildo. Fate scivolare il dito all’interno dell’ano senza forzare, lasciando che l’ano si adatti e si dilati naturalmente. Successivamente si possono utilizzare due dita. Fate tutto con molta calma in modo da lasciare che l’ano si dilati a sufficienza per una penetrazione indolore.

L’omosessualità è una malattia?
No. Da quasi trent’anni l’omosessualità non è più considerata una malattia.